Che cos’era l’autocertificazione energetica?

L’Attestato di Certificazione Energetica degli edifici viene redatto da un tecnico abilitato, indica il consumo energetico per il riscaldamento invernale e gli interventi migliorativi proposti dal certificatore energetico per diminuirne il consumo energetico.

L’Attestato di Certificazione Energetica degli edifici serve, nel caso di trasferimento a titolo oneroso, per informare l’acquirente della prestazione energetica; con l’autocertificazione energeticail proprietario informava la controparte che l’immobile aveva costi di riscaldamento elevati!

L’autocertificazione energetica era un documento che ti consentiva di non allegare l’Attestato di Certificazione Energetica del tuo immobile nei contratti che lo richiedevano. Consisteva in una dichiarazione scritta del proprietario in cui si certificava che:

– l’edificio ricadeva nella Classe Energetica G;
– i costi per la gestione energetica dell’edificio erano molto alti.

Ora non è più possibile autocertificare un immobile in classe G ma è obbligatorio far redigere un Attestato di Certificazione Energetica da un tecnico abilitato.

In quali casi potevo avvalermi
dell’autocertificazione energetica?

L’autocertificazione energetica era consentita nelle regioni non ancora dotate di normativa propria per il risparmio energetico. In presenza di un fabbricato di superficie inferiore o uguale a 1000 mq il proprietario, per trasferimento a titolo oneroso, poteva rilasciare l’autocertificazione energetica dichiarando che l’immobile oggetto della transazione aveva scarse prestazioni energetiche.

Dopo aver consegnato l’autocertificazione energetica all’ acquirente il proprietario doveva trasmettere una copia dell’autocertificazione energetica alla Regione o alla Provincia Autonoma.

Potete aiutarmi a redigere
la certificazione energetica?

I nostri tecnici abilitati possono redigere la certificazione energetica e possono seguirti anche nella trasmissione del documento agli enti incaricati!

Di seguito, le indicazioni della guida de  ilsole24h di luglio 2013:

Il Dlgs 28/2011, volto a recepire la direttiva n. 2009/28/Ce sulla promozione delle energie rinnovabili, è intervenuto anche sui sistemi di incentivazione dell’efficienza energetica. L’articolo 13 del Dlgs 28/2011 ha modificato il Dlgs 192/2005, al fine di prevedere una maggiore trasparenza delle informazioni commerciali e contrattuali relative alla certificazione energetica degli edifici e all’ indice di prestazione energetica degli immobili oggetto di compravendita. La disciplina contenuta nel Dlgs 192/2005 è stata da ultimo modificata dal Dl del 4 giugno 2013 n. 63, entrato in vigore il 6 giugno 2013, che recepisce la direttiva 2010/31/UE.In particolare l’articolo 6 del Dl 63/2013 ha modificato l’articolo 6 del Dlgs 192/2005 che disciplina il rilascio e l’affissione dell’attestato di prestazione energetica. Ad oggi, quindi, il nuovo articolo 6 del Dlgs 192/2005, prevede che l’attestato di prestazione energetica sia rilasciato per gli edifici o le unità immobiliari costruiti, venduti o locati ad un nuovo soggetto. In particolare, detta norma stabilisce che: a.nei contratti di compravendita o di locazione di edifici o di singole unità immobiliari venga inserita un’apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevutole informazioni e la documentazione in ordine alla prestazione energetica degli edifici. b.nel caso di offerta a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari, a decorrere dal 6 giugno 2013, gli annunci commerciali di vendita devono riportare l’indice di prestazione energetica dell’involucro edilizio e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispondente. Per quanto concerne la clausola ad hoc nei contratti di cui al precedente punto a, questa deve essere inserita nei contratti di compravendita o di locazione di edifici o di singole unità immobiliari e deve dare atto che l’acquirente o il conduttore hanno ricevuto le informazioni e la documentazione in ordine alla certificazione energetica. Si osservi che nel caso di vendita o di nuova locazione di edifici o unità immobiliari, il proprietario deve rendere disponibile l’attestato di prestazione energetica all’avvio delle rispettive trattative e consegnarlo alla fine delle medesime. Nel caso di edificio in costruzione, il rilascio della prestazione energetica avviene con la dichiarazione difine lavori. La violazione di tale obbligo di consegna non determinala nullità dell’atto, ma determina la responsabilità amministrativa del proprietario o del costruttore nei confronti dell’acquirente. Un esempio di clausola contrattuale sulla certificazione energetica: Le Parti, in relazione al disposto dell’articolo 6 Dlgs n. 192 del 19 agosto 2005, e successive modifiche, nonché dell’articolo … della Legge della Regione … n. … del …, e successive modifiche, dichiarano di essere state edotte sulla normativa vigente in materia di prestazione energetica; a tale proposito la parte venditrice dichiara di aver consegnato alla parte compratrice l’attestato di prestazione n. … rilasciato in data … (scadenza in data …), predisposto da …, iscritto all’albo di … al n. … e iscritto all’albo dei certificatori energetici della Regione … al n. …, attestato che si allega al presente atto sotto la lettera …, la parte acquirente ad ogni effetto di legge dà atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione in odine alla prestazione energetica degli edifici. L’attestato di prestazione energetica avrà una durata di 10 anni dal momento del rilascio e dovrà essere aggiornato ad ogni ristrutturazione o riqualificazione che interviene sulle performance energetica dell’unità immobiliare. Nel caso di edifici pubblici con superficie maggiore ai 500 mq (250 mq a partire dal 9 luglio 2015), l’attestato di prestazione energetica dovrà essere affisso inmodo da essere ben visibile al pubblico. Il 13 dicembre 2012 era stato inoltre pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 dicembre 2012 n. 290, il Dm 22 novembre 2012 che aveva introdotto alcune modifiche alle linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici approvate con Dpr 2 aprile 2009 n. 59. Tale normativa ha disposto infatti che l’attestato di certificazione energetica costituisce un documento rilasciato da tecnici abilitati che classifica tutti gli appartamenti attribuendogli una determinata classe energetica da indicarsi con una lettera dell’alfabeto A+ (per gli immobili a maggiore efficienza energetica) fino alla lettera G (che individua gli immobili di più scadente efficienza energetica). Si noti che detto attestato non riguarda box, cantine, autorimesse, depositi, trattandosi di strutture in cui non è necessario garantire un comfort abitativo. Tale esclusione non opera nei riguardi delle porzioni dei suddetti immobili eventualmente adibiti a uffici e assimilabili. 01 | LE REGOLE NAZIONALI 24 Il Sole 24 Ore In particolare,il decreto ha eliminato la possibilità per i proprietari di determinati immobili di optare per l’autocertificazione della classe energetica più bassa (autocertificazione di classe G), dando così attuazione all’ articolo 9 della direttiva che impone agli Stati membri di adottare un sistema di ispezioni periodiche degli impianti di condizionamento d’aria di potenza maggiore di 12 kW. Con tali disposizioni, poi completate dal decreto del presidente della Repubblica del 16 aprile 2013, n.75, l’Italia ha dato risposta a quanto indicato dalla Commissione europea nell’ ambito della procedura di infrazione n. 2006/2378 e dalle ultime eccezioni contenute nel parere motivato inviato, tra gli altri Stati membri anche a Bulgaria, Grecia e Portogallo, per la mancata comunicazione delle misure attuative della direttiva n. 2010/31/Ce sulle prestazioni energetiche nell’ edilizia, la quale doveva essere recepita entro il 9 luglio 2012. Se l’Italia, al pari degli altri Stati membri, non ottempera al suo obbligo legale entro due mesi la Commissione può decidere di deferirla alla Corte di giustizia, come già accaduto in riferimento alla mancata attuazione della direttiva n. 2002/91/Ce. A un anno di distanza dall’ obbligo introdotto con il Dlgs 28/2011, gli operatori del settore dichiarano una buona attuazione dell’obbligo di indicare la categoria di appartenenza dell’edificio o dell’unità immobiliare sin dall’ annuncio di vendita.Infatti, l’obbligo così introdotto comporta che gli agenti immobiliari, nel predisporre gli annunci commerciali relativi agli immobili a uso abitativo dovranno preoccuparsi di ricevere dal proprietario e visionare la predetta attestazione. Come detto, il Dm 22 novembre 2012,in vigore dal 28 dicembre 2012, applicabile anche alle Regioni che non hanno legiferato in materia, vieta del tutto l’auto dichiarazione sostitutiva dell’attestato di certificazione energetica con attribuzione della classe G per l’immobile oggetto del trasferimento a titolo oneroso. È opportuno sottolineare come, prima del Dm 22 novembre 2012, soltanto la Lombardia aveva adottato tale divieto. L’ autodichiarazione del proprietario dell’edificio o dell’unità immobiliare con attribuzione della classe G, è stata molto utilizzata in quanto aveva il vantaggio per il venditore di essere priva di qualsiasi costo. Infine, il recente Dm prevede l’obbligo per gli amministratori degli stabili e dei responsabili degli impianti di fornire ai condomini o ai certificatori, da questi incaricati, tutte le informazioni ei dati edilizi e impiantistici, compreso il libretto di impianto (o di centrale) per la climatizzazione, necessari alla realizzazione della certificazione energetica degli edifici.

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