Il tecnico certificatore energetico è:

una figura professionale riconosciuta in grado di certificare dal punto di vista delle prestazioni energetiche un edificio fino al rilascio dell’attestato di prestazione energetica (già attestato di certificazione energetica).

Il tecnico certificatore energetico deve essere in grado di elaborare il bilancio energetico di un edificio e, pertanto, deve possedere tutte le competenze tecniche necessarie per interpretare sia la componente edilizia dell’edificio (pareti, coperture, basamenti, ecc.) sia quella impiantistica (componenti e sistemi impiantistici per il riscaldamento invernale, il condizionamento estivo, la produzione di acqua calda ad usi sanitari, l’illuminazione, ecc.). Deve inoltre dimostrare una conoscenza approfondita delle procedure di certificazione energetica elaborate sulla base del protocollo nazionale, le “linee guida nazionali sulla certificazione energetica”, o sulla base di protocolli regionali per le regioni che hanno deliberato regole differenti (ad esempio Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Piemonte, valle D’Aosta). La conoscenza delle norme tecniche, che possono essere nazionali (il pacchetto UNI-TS 11300) oppure regionali (ad esempio la procedura CENED+ della Regione Lombardia o la procedura Casaclima della Provincia autonoma di Bolzano) e delle leggi di riferimento è indispensabile.

Il legislatore italiano ha provveduto a dare attuazione alla direttiva n. 2002/91/Ce relativa al rendimento energetico nell’ edilizia con il Dlgs 19 agosto 2005 n. 192. Ai sensi dell’articolo 4 di tale decreto, entro 120 giorni dalla sua entrata in vigore, avrebbero dovuto essere definiti, mediante emanazione di un apposito decreto del Presidente della Repubblica, i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici. Sin da subito, quindi, erano stati posti in evidenza gli obiettivi di garantire la qualificazione e l’indipendenza dei professionisti deputati alla certificazione energetica.
Il decreto di attuazione previsto dall’ articolo 4 del Dlgs 192/2005 è stato però approvato dal Consiglio dei ministri solo il 15 febbraio 2013 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.149 del 27 giugno scorso, a più di quattro mesi dal varo. Si tratta del decreto del presidente della Repubblica del 16 aprile 2013, n.75. A seguito della pubblicazione e dell’entrata in vigore del Dpr 75/2013, scattata il 27 giugno 2013, ossia lo stesso giorno dell’uscita in Gazzetta, non trova più applicazione la disciplina transitoria contenuta nell’ allegato III al Dlgs 30 maggio 2008 n.115.Rispetto alla disciplina contenuta nella previgente disciplina transitoria (l’allegato III del Dlgs n. 115/2008), le categorie di soggetti abilitati al rilascio della certificazione energetica sono state ampliate, dal momento che sono stati inclusi anche diversi operatori del settore dell’energia in possesso di precise competenze professionali purché operino, in ogni caso, tramite tecnici abilitati.
I successivi commi 3 e 4 dell’articolo 2 del decreto 75/2013 specificano nel dettaglio i requisiti che deve possedere un soggetto per essere qualificato come tecnico abilitato ai fini del rilascio della certificazione energetica.
Sul punto, è opportuno premettere che tale disciplina, tramite una puntuale indicazione
dei requisiti in esame, elimina i dubbi relativi ai titoli necessari ad ottenere la qualifica di tecnico abilitato sorti con la precedente normativa transitoria e, inoltre, recepisce i principi espressi dalle diverse pronunce giurisprudenziali che sono intervenute in materia.

I titoli autosufficienti

In particolare, il menzionato comma 3 dell’articolo2 del decreto 75/2013 richiede che il professionista abbia uno dei seguenti titoli di studio:
a. laurea magistrale o specialistica in:
1. architettura ed ingegneria edile;
2. ingegneria chimica;
3. ingegneria civile;
4. ingegneria dei sistemi edilizia (solo laurea magistrale);
5. ingegneria della sicurezza (solo laurea magistratale);
6. ingegneria elettrica;
7. ingegneria energetica e nucleare;
8. ingegneria gestionale;
9. ingegneria meccanica;
10. ingegneria per l’ambiente ed il territorio;
11. scienza ed ingegneria dei materiali;
12. scienze e tecnologie agrarie;
13. scienze e tecnologie forestali e ambientali;
b. laurea in:
1. ingegneria civile e ambientale;
2. ingegneria industriale:
3. scienze dell’architettura;
4. scienze e tecniche dell’edilizia;
5. scienze e tecnologie agrarie e forestali;
c. diploma di istruzione tecnica, settore tecnologico
con uno dei seguenti indirizzi:
1. meccanica, meccatronica ed energia, articolazione
energia;
2. elettronica ed elettrotecnica, articolazione elettrotecnica;
3. costruzioni, ambiente e territorio;
4. agraria, agroalimentare e agroindustria, articolazione gestione dell’ambiente e del territorio
d. diploma di perito industriale in uno dei seguenti indirizzi specializzati:
1. edilizia;
2. elettronica;
3. meccanica termotecnica;
e. diploma di geometra;
f. diploma di perito agrario o agrotecnico

Necessaria l’iscrizione a Albi o Ordini

In aggiunta al possesso di uno dei suddetti titoli, il professionista deve essere iscritto al relativo ordine e collegio professionale, ove esistente, e abilitato all’ esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici ed impianti asserviti agli edifici stessi, nell’ ambito delle specifiche competenze a esso attribuite
dalla legislazione vigente.
Si osservi che la disposizione specifica come l’abilitazione debba essere completa e, quindi, comprendere,tutti i campi sopra specificati altrimenti il professionista è tenuto ad operare con altro tecnico abilitato.
Senza l’iscrizione ci vuole il corso Il successivo comma 4 dell’articolo 2 dispone che coloro i quali possiedono uno dei titoli di studio indicati al comma 3, ma non sono abilitati all’ esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici ed impianti asserviti agli edifici stessi, devono altresì ottenere
un attestato di frequenza, con superamento dell’esame finale, relativo a specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici.
I titoli con obbligo di formazione
Il comma 4 dell’articolo 2 del Dpr
75/2013 individua poi ulteriori titoli di studio, grazie ai quali è possibile ottenere la qualifica di tecnico abilitato alla certificazione energetica degli edifici. Chi è in possesso di questi titoli, per diventare tecnici abilitati, deve però ottenere sempre un attestato di frequenza, con superamento dell’esame finale, relativo a specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici.
Questi ulteriori titoli di studio sono:
a. laurea magistrale o specialistica in:
1. fisica;
2. ingegneria aerospaziale e astronautica;
3. ingegneria biomedica;
4. ingegneria dell’automazione;
5. ingegneria delle telecomunicazioni;
6. ingegneria elettronica;
7. ingegneria informatica;
8. ingegneria navale;
9. matematica;
10. modellistica matematico-fisica per l’ingegneria;
11. pianificazione territoriale urbanistica ed ambientale,
12. scienze chimiche,
13. scienze della natura,
14. scienze e tecnologie geologiche,
15. scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio,
16. scienze geofisiche;
b. laurea in:
1. ingegneria dell’informazione
2. scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale,
3. scienze e tecnologie chimiche,
4. scienze e tecnologie fisiche,
5.scienzeetecnologieperl’ambienteelanatura,
6. scienze geologiche,
7. scienze matematiche;
c. diploma di istruzione tecnica, settore tecnologico con indirizzi diversi da quelli di cui al precedente punto c);
d. diploma di perito industriale,con indirizzo diverso rispetto a quello indicato al precedente punto d).

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Percorso Formativo

Essendo l’energia materia concorrente tra Stato e Regioni, molte Regioni hanno potuto recepire la Direttiva 91 in modo autonomo, pur nel rispetto dei principi generali definiti dal Dlgs 192/05. I percorsi formativi, quindi, possono essere differenti da Regione a Regione. Per questo è necessario fare riferimento ai siti regionali dai quali si possono acquisire le informazioni puntuali. La legislazione nazionale, con il Dlgs 115/08, stabilisce che la professione del certificatore energetico possa essere svolta da tecnici competenti in grado di dimostrare la conoscenza completa delle discipline inerenti sia la parte edilizia sia quella impiantistica dell’energetica degli edifici (ad esempio ingegneri, architetti, geometri e periti industriali) iscritti agli albi o collegi professionali. Lo stesso Decreto, tuttavia, stabilisce che le Regioni possano consentire anche ad altre figure tecniche (ad esempio laureati in fisica, laureati in chimica, ecc.), limitatamente alla attività di certificazione energetica degli edifici, di svolgere attività professionale; in questo caso, però, è necessario che le regioni istituiscano dei corsi con prova finale di esame. Quella del tecnico certificatore energetico è una figura professionale diversificata dal punto di vista dei percorsi formativi. In alcuni casi è sufficiente essere diplomati o laureati ed essere iscritti ad un ordine o a un collegio professionale, in altri è necessario aver frequentato un corso (normalmente intorno alle 70-90 ore) con superamento dell’esame finale. Non è quindi possibile stabilire con precisione i percorsi formativi che possono portare abilitare allo svolgimento della attività di tecnico certificatore energetico al di fuori di un quadro di riferimento regionale. I certificatori energetici, una volta ottenuti i requisiti in conformità con i riferimenti legislativi regionali devono normalmente essere iscritti ad un elenco regionale. Anche in questo caso la situazione non è omogenea a livello nazionale. Il CTI (Comitato Termotecnico Italiano) insieme ad MCE (Mostraconvegno Expocomfort) hanno elaborato uno studio che fornisce un quadro completo relativamente allo stato di attuazione della certificazione energetica in Italia, le informazioni contenute, bene organizza, possono essere trovate all’indirizzo http://www.cti2000.eu/. Esiste anche un elenco di certificatori che operano in qualità nel rispetto della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024:201217024 (Certificazione delle competenze). La scelta di essere certificati in qualità, su base volontaria, può dimostrate un maggiore appeal dal punto di vista commerciale in quanto i professionisti iscritti sottostanno a regole che prevedono controlli periodici sulla attività e impongono aggiornamenti verificati periodicamente. Tale elenco è tenuto al momento solo da SACERT (www.sacert.eu).

I corsi di formazione

Il Dpr 75/2013, al fine di favorire un’applicazione omogenea, coordinata ed immediatamente operativa delle norme in materia di certificazione energetica degli edifici su tutto il territorio nazionale, ha stabilito i contenuti minimi dei corsi di formazione per i tecnici abilitati.
Tali disposizioni sono incluse nell’ Allegato 1, il quale prevede che tali corsi abbiano una durata minima di
64 ore e siano articolati su otto moduli, ciascuno focalizzato su diversi aspetti della materia in esame.
In particolare, il primo modulo si concentra sull’ analisi del background normativo, prevedendo l’analisi:
a. della legislazione perl’efficienza energetica;
b. delle procedure di certificazione;
c. della normativa tecnica di settore
d. degli obblighi e delle responsabilità del certificatore (aspetto, quest’ultimo, talvolta trascurato nella prassi e destinato, invece,ad assumere sempre maggiore importanza).
Il secondo modulo pone l’attenzione sul calcolo della prestazione energetica, trattando:
a. il bilancio energetico del sistema edificio impianto
b. il calcolo della prestazione energetica degli edifici;
c. l’analisi di sensibilità per le principali variabili che ne influenzano la determinazione.
Il terzo modulo si concentra sull’ analisi tecnico economica degli investimenti e sulle esercitazioni pratiche.
Il quarto modulo affronta tematiche di natura tecnica analizzando:
a. l’involucro edilizio e, in particolare, le tipologie e le prestazioni energetiche dei componenti del medesimo;
b. le soluzioni progettuali e costruttive per l’ottimizzazione dei nuovi edifici e del miglioramento degli edifici esistenti.
Il quinto modulo tratta gli impianti termici, con specifica attenzione sulle prestazioni energetiche
delle tecnologie sia tradizionali che innovative e sulle soluzioni progettuali e costruttive per il miglioramento dei nuovi impianti e per l’ ottimizzazione della ristrutturazione di quelli esistenti.
Il sesto modulo affronta le tematiche relative all’ utilizzo e all’ integrazione delle fonti rinnovabili, mentre il settimo modulo si concentra su altri aspetti, quali quelli legati al confort abitativo, alla ventilazione naturale e meccanica controllata e all’ innovazione tecnologica per la gestione dell’ edificio e degli impianti.
Infine, l’ottavo ed ultimo modulo, di portata maggiormente applicativa, prevede:
a.un approfondimento della diagnosi energetica degli edifici;
b. degliesempi applicativi;
c. delle esercitazioni all’ utilizzo degli strumenti informatici posti a riferimento dalla normativa nazionale.
In via generale, la struttura dei corsi, così come ipotizzata, pare ben articolata, concentrandosi sui principali argomenti inerenti alla certificazione energetica degli edifici e, soprattutto, ha il pregio di focalizzarsi, inter alia, sugli aspetti legati al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici. Il tutto nell’ apprezzabile tentativo di favorire il progressivo –e non sempre agevole – ravvicinamento delle varie disposizioni regionali,

Tendenze rispetto al mondo del lavoro

Considerando l’obbligatorietà del documento (attestato di prestazione energetica), ed il numero delle transazioni immobiliari o delle locazioni che avvengono in Italia ogni anno (stimabili da 800.000 a 1.000.000) quella del tecnico certificatore energetico è una attività interessante che può contare su un bacino piuttosto ampio. Alcuni professionisti si sono specializzati in questo tipo di lavoro e lo svolgono a tempo pieno, altri invece operano come tecnici certificatori energetici in modo parziale in alternativa ai lavori tecnici di progettazione più tradizionali. Una cosa comunque è certa: la certificazione energetica è una attività che garantisce continuità nel tempo e questo gioca a suo favore. Questa grande opportunità, d’altra parte, ha suscitato molti interessi e il problema è quello della forte concorrenza che può essere vinta sul piano della serietà, della competenza e della professionalità. Da una analisi condotta da CTI-MCE risulta che al centro-sud siano stati emessi pochi, pochissimi certificati energetici. Il mercato in queste aree dell’Italia, particolarmente a Sud, è particolarmente interessante. Quella del tecnico certificatore energetico è una attività che può essere svolta indifferentemente da uomini o donne: molte donne svolgono già da tempo questa professione.

 

Responsabilità civile

Se il professionista sbaglia a certificare un’immobile, classificandolo in maniera errata potrebbe andare incontro a diverse responsabilità:

  • Responsabilità amministrative e disciplinari: si può essere sanzionati con una multa pari al 70% della parcella calcolata secondo la tariffa professionale ed essere sospesi dall’Ordine o Collegio professionale competente quando il tecnico abilitato rilascia un’APE non veritiera senza i requisiti di volontarietà e consapevolezza.
  • Responsabilità civile: si può essere sanzionati a pagare un risarcimento dei danni causati involontariamente o colposamente a terzi quando il tecnico abilitato rilascia un’APE non veritiera per negligenza, imperizia o semplice errore di calcolo.
  • Responsabilità penali: si può essere condannati per falsità ideologica con la reclusione fino a un anno e una multa fino a 516 euro, se il tecnico abilitato rilascia un attestato di prestazione energetica non veritiera o se il direttore dei lavori attesta falsamente la correttezza dell’APE.

La classe energetica di un APE può determinare il prezzo di vendita o di locazione di um immobile. Che responsabilità ha il certificatore energetico in caso di errore?

Controllo e Sanzioni

I Certificatori sono sottoposti a controllo da parte degli enti preposti e a conseguenti sanzioni nel caso in cui le certificazioni vengano emesse senza il rispetto dei criteri delle leggi vigenti. Le sanzioni diventano più gravi nel caso in cui i documenti siano non veritieri.

Dichiarazione d’ indipendenza

Come richiesto dalla Legge il Certificatore deve assicurare indipendenza ed imparzialità di giudizio ai sensi degli articoli 359 e 481 del Codice Penale. Questa è una importante differenza tra APE ed AQE che invece può essere redatto anche da un tecnico interessato da altre fasi nella progettazione e realizzazione dell’edificio. Cioè un AQE può essere fatto anche da un tecnico che è contemporaneamente progettista e/o direttore dei lavori.

Il certificatore energetico deve essere un soggetto terzo, ovvero non può avere conflitto di interesse con il proprietario, con il progettista o il direttore dei lavori e con i produttori dei materiali o dei componenti incorporati nell’edificio.

Per questi motivi al certificato APE deve essere allegata la “Dichiarazione di indipendenza”, ovvero una dichiarazione espressa, ai sensi degli artt. 359 e 481 del Codice Penale, attestante l’assenza di conflitto di interessi, tra l’altro espressa attraverso il non coinvolgimento diretto o indiretto nel processo di progettazione e realizzazione dell’edificio da certificare o con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati, e l’assenza di avere rapporti di parentela fino al quarto grado con il committente

Il certificatore viene nominato dal committente o proprietario dell’ immobile. Al momento della richiesta di APE per una compravendita il documento viene richiesto dalla parte venditrice. Il costo per una certificazione energetica varia a seconda della volumetria, delle caratteristiche dell’edificio e della zona d’Italia.